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Serra San Bruno

san brunoE’ strettamente legata alla storia della Certosa fondata da Brunone di Colonia, quella di Serra San Bruno, il cui primo nucleo ospitò maestranze chiamate ad eseguire i lavori per la costruzione della Casa bruniana ed ando’ crescendo sempre più insieme all’importanza del Monastero. Divenne infatti, grazie alla generosità di principi e regnanti, un feudo fra i più estesi ed importanti del Meridione italiano. Si sa che nel 1091 Brunone si insediò in questo luogo, da lui stesso definito ameno ed edificò qui, il secondo insediamento certosino, fra i più importanti perché vi riposano le spoglie del fondatore.
La prima Certosa sorse nei boschi donati da Ruggero il Normanno al Santo fondatore dell’Ordine certosino, in località detta Torre (poi denominata Santa Maria) ed era costituita da misere capanne di paglia, rami e fango. Dopo la morte di questi, venne costruita in muratura nel piano Santo Stefano. Non accettando possedimenti e ricchezza, contrastanti con le regole di S. Bruno, i certosini abbandonarono la Casa, che dal 1193 in poi passò ai Cistercensi e da questi, nel 1411, agli abati commendatari, che ne alienarono i beni. Nel 1505, il lunedì dopo la Pentecoste, in una nicchia dell’altare, nella chiesetta di Santa Maria, voluta da Ruggero il Normanno, si rinvennero le reliquie di Brunone e del suo successore Lanuino. Ciò provocò una fiammata di fede nelle popolazioni dei paesi vicini che, convinse i certosini a riprendere possesso della fabbrica abbandonata ed a chiamare architetti ed artisti di tutta la penisola, che ne fecero un grande monumento. Danneggiata dal terremoto del 1783 e del tutto poi rasa al suolo (eccetto la facciata della chiesa, attribuita a Iacopo del Duca o Palladio e parte del chiostro) venne completamente ricostruita da maestranze serresi in vista di un ritorno dei certosini, allontanati da Garbaldi. Alla fabbrica della Certosa s’addestrarono gli artisti serresi ed artigiani locali, che in passato dettero lustro a Serra San Bruno in tutto il Regno delle Due Sicilie.
La singolare caratteristica dell’abitato, che richiama i villaggi alpini e conserva intatte le strutture sei-settecentesche, è circondata da foreste d‘abeti e limpidi corsi d’acqua. I luogi bruniani, quali il Calvario, il Dormitorio, il laghetto, la chiesa di Santa Maria del Bosco e soprattutto il Monastero, di stretta clausura, rimasto sempre inaccessibile per cautelare l’intimità della vita monastica, rappresentano luoghi di mistica bellezza, meta di un continuo pellegrinaggio per preghiera. Dal 1994 è stato aperto il Museo della Certosa, cui si accede da un ingresso indipendente pur essendo all’interno del complesso: qui si possono ammirare i capolavori dell’arte della spiritualità che i certosini hanno prodotto nel corso di nove secoli. Oltre alla Certosa, si possono ammirare nel centro cittadino, splendidi capolavori di artigianato locale, nonché dipinti di De Matteis e di Solano, bassorilievi di Muller, ed opere d’arte provenienti dalla stessa Certosa, presenti nella chiesa Matrice dedicata a San Biagio.

 

la certosa serra san bruno
La Certosa Antica Chiesa

 

 

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