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Zungri

zungriNato come insediamento rupestre tra il X e il XII secolo ad opera degli Sbariati (o Sbandati) Aramonesi, in fuga dalla guerra voluta da Roberto D’Angiò, Asfalanteo, (Terra delle ginestre) così nominata originariamente, offre al visitatore vari reperti archeologici quale testimonianza della sua antica storia.

Numerose infatti le grotte, di recente scoperte, (circa quaranta), costruite dagli insediatori per abitarvici e tra loro collegati da cunicoli, tra cui si cita la nota grotta di S. Leo e quella degli Sbariati. In località Papaglionti sono stati ritrovati avanzi di muraglie in mattoni di argilla e di colonne in pietra di epoca romana, nonché resti di un tempio che Annibale avrebbe voluto innalzare alla Dea Cibele.
Nel territorio di Zungri, particolarmente ricco di sorgenti, oltre a quelle oligo-minerali della sorgente “Ambrosia”, le acque sgorgano da caratteristiche fontane che possono essere definite autentici capolavori d’artigianato. Nel centro cittadino è sita la chiesa della Madonna della Neve, ove si può ammirare una tavola raffigurante la Madonna ed attribuita alla scuola di Raffaello.

Da Visitare:

ARCHEOLOGIA
Case-grotte, risalenti al primo insediamento rupestre (X-XII sec.), scavate nella roccia e collegate tra loro da cunicoli. Le oltre quaranta grotte testimoniano una vera e propria città rupestre di notevole interesse, unica testimonianza nel suo genere in Calabria. Oltre alle abitazioni, esistono degli ambienti adibiti alla conservazione degli alimenti e palmenti per la spremitura dell’uva e dell’olio. Altri siti archeologici: la grotta dormitorio a due arcate con incisioni alle pareti di Fossa Mesiano; i ruderi di muraglie e
colonne litiche a Papaglionti; le Grotte Anacoretiche tra cui le note grotte di San Leo e degli Sbariati.

 

piazzetta zungri chiesa
Una piazzetta di Zungri La Chiesa

 

 

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