 |  |  |  |  |  |  |  | | Vibo Marina | | | |  | | | Numeri utili | Guardia medica/First Aid Station Ospedale - Tel.0963/572621 Carabinieri Via Pellicanò,19 - Tel.0963/592416-592404 Polizia/Police Commissariato - Tel. 113 Polizia Stradale/Traffic Police - Tel. 0963/996611 Guardia di Finanza/Lieutenancy Tel. 117 |
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| | | La leggenda racconta che i primi abitanti del luogo, per lo più pescatori, ritrovarono sugli arenili una statua raffigurante una donna in posizione dormiente. Identificando la statua con Santa Venere, venne adottato il nome di porto Santa Venere, mutato nel 1928 in Vibo Marina. Appendice marittima della città di Vibo, il centro abitato è rinomato soprattutto per il suo porto, ove attraccano molte imbarcazioni da diporto, oltre a quelle per gli scambi commerciali. L’area di Vibo Marina era anticamente un porto romano, costruito nel III sec. A.C. da Agatocle di Siracusa, il cui impianto si estendeva dal castello di Bivona fino alla zona alta di Vibo Marina, dove è stata ritrovata una villa romana con annessa una necropoli ed una fabbrica di lavorazione del pesce. Oggi è possibile assistere al rientro delle barche da pesca ed alla vendita all’asta nei centri di raccolta. Particolarmente suggestiva a ferragosto, è la processione di barche in onore della Madonna di Pompei. | | | |  | | | Da Vedere | Interessante assistere al rientro delle barche dalla pesca (ore 17.00) e alla vendita all’asta del pesce nei centri di raccolta (banchina Tripoli). |
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| | | Zona Archeologica di Trainiti | | | | Nella zona compresa tra Trainiti e Bivona sonosta ti portati alla luce reperti archeol ogici di epocaro mana, durante la quale venne avviata una fiorenteattività commerciale grazie ad un porto costituito da duebracci lunghi oltre 100 metri. Voluto da Agatocle, essoebbe un’intensa attività marittima fino al VI sec. D.C.,quando, a seguito di un insabbiamento della zona, decadde lentamente. Abbandonato per oltre cinque secoli, fu rivalutato intorno all’XI secolo, in seguito alla costruzione della diocesi, la cui sede è rimasta ignota ma i reperti archeologici di una necropoli ne danno la certezza della sua esistenza fino al XV sec. Successivamente la zona fu insediata dagli Aragonesi (XVI-XVII secolo) e sotto la loro dominazione fondarono il Castello di Bivona. Il sito ospita reperti di epoca romana, costituiti da un muro in calce idraulica adibito a banchina per l’attracco delle navi in rotta sulle vie commerciali del Tirreno, lungo il quale furono erette numerose ville per l’allevamento e la lavorazione del pesce (vedi Scoglio della Galera a Sant’Irene). Sia a Bivona, sia nelle acque antistanti la spiaggia di Trainiti (a 150 m. dalla riva con alle spalle la casa matta) sono visibili resti archeologici. | |
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