VIBO VALENTIA

NUMERI UTILI

Ospedali/Hospitals Centralino/exchange - Tel. 0963/962111
Pronto soccorso/First-Aid - Tel.0963/962235
Guardia medica/First-Aid Station Presso Ospedale Tel.0963/41774
Carabinieri Via Pellicano,19 -Tel. 0963/592416 - 592404
Polizia/Police Commissariato/Police Station - Tel. 113
Polizia Stradale/Traffic Police - Tel.0963/996611
Guardia di Finanza/Lieutenancy - Tel.117
Vigili del Fuoco/Firemen
Comando/Headquarters – Tel. 0963/591601
Ferrovie dello Stato/ National Railway Station - Tel. 8488-88088
Proloco P.zza Diaz,11 - Tel. 0963/45300
Taxi/Taxi Station P.zza Luigi Razza - Tel. 0963/41490
Farmacie/ Chemist’s Shops
Via Popilia (Buccarelli) - Tel.0963/592402
P.zza San Leoluca (De Pino) - Tel.0963/42183
C.so V. Emanuele, 51 (Giannotta) - Tel.0963/42062
Via Razza, 68 (Montuoro) - Tel.0963/41551

In origine centro siculo (Paolo Orsi restituì alla luce la sua necropoli), Vibo Valentia fu colonizzato dai locresi, che la chiamarono Hipponion e vi edificarono templi per il culto di Proserpina. Forte della protezione di Gelone , tiranno siracusano, si ribellò vittoriosamente a Locri, quindi, entrata nella Lega contro Siracusa ed i Lucani, nel 389 A. C, partecipò alla battaglia dell’Elleporo. L’anno seguente, Dioniso il Vecchio, l’assalì, la distrusse e deportò gli abitanti a Siracusa. Nel 379, Cartagine
vittoriosa su Dioniso, richiamò gli stessi che la ricostruirono.
Contesa tra bruzi e locresi, divenne infine, nel 192 A.C. colonia romana, che le mutarono il nome in Valentia. Teatro delle lotte
tra Cesare e Pompeo e tra Ottaviano e Sesto, poi tra bizantini, saraceni e normanni, ebbe sempre grande importanza militare e commerciale, grazie alla posizione geografica strategica ed all’intensa attività del porto. Ruggero il Normanno, che vi costruì il castello, (poi ampliato da Carlo II D’Angiò nel 1289), la lasciò decadere, preferendole la vicina Mileto, da lui eletta capitale della Contea, dove trasferì anche la sede vescovile. Dopo un periodo di
totale abbandono, fu ricostruita da Federico II nel 1235 e cominciò, con il nome di Monteleone, a riguadagnarsi la giusta fama di centro culturale, ottenendo ulteriore prestigio durante il periodo napoleonico, quando Murat, la elesse Capoluogo di Calabria Ultra e venne arricchita di nuovi edifici. Feudo dei Caracciolo, dei Brancaccio, dei Pignatelli, Monteleone tornò a chiamarsi Vibo Valentia il 4 gennaio 1928, per decreto fascista. dal 6 Marzo 1992 è Capoluogo di Provincia..

ALTRE INFORMAZIONI

MUSEI
Dell’Arte Sacra (Pizza S. Leoluca, c/o Valentianum, tel. 0963/42040).
Archeologico: reperti archeologici italiani, greci e romani; ceramiche
medioevali ed oggetti rinascimentali (presso Castello Normanno-
Svevo, aperto tutti i giorni dalle 9.00 alle 21.00, tel. 0963/43350).
Dell’Emigrazione: documenti e fotografie; oggetti e storia dei calabresi
emigrati nelle Americhe (presso Convento Domenicano, attiguo al Duomo,
aperto tutti i giorni dalle 8,30 alle 12,30, tel. 096341122-42344)

CHIESE E CASTELLI
Castello Normanno-Svevo, il quale sorge sul sito dell’acropoli di
Hipponion, nella parte alta della città. Dal Castello è possibile godere
un ampio panorama delle Serre e della costa. Duomo di San Leoluca,
bell’esempio di architettura barocca; custodisce nel transetto un altare
di marmo policromo ricostruito con materiale proveniente da Serra San
Bruno, oltre a tre preziose statue di Antonello Gagini (XVI sec.). Chiesa
di San Michele (1519), gioiello rinascimentale del senese Baldassarre
Peruzzi, con facciata e fianco a lesene. Interessante il campanile del
1671. Chiesa di Santa Ruba, voluta da Ruggero il Normanno, per espiare
un peccato confessato solo al fratello, papa Callisto II. Cupola centrale
ad ombrello di architettura bizantineggiante. La leggenda racconta che
durante il viaggio di papa Callisto II verso Monteleone per consacrare la
chiesetta, muore Ruggero. La moglie Adelaide nasconde l’accaduto fino
all’avvenuta cerimonia. Il papa, sconvolto dal dolore, la maledì, gridandole:
“lo stesso che t’ha suggerito l’inganno ti roderà il cervello”. Per paura della
maledizione, Adelaide si fece costruire un sepolcro nella chiesa con la
pietra più dura che esistesse. Eppure il serpente penetrò lo stesso nel
sepolcro, rodendole il cervello. Così si vuole che il fantasma della contessa
si aggiri per la chiesa e che, durante le notti di tempesta, si odano ancora
le sue grida isteriche
.

castello03

VIBO VALENTIA: Il Castello

ruderi

VIBO VALENTIA: Antichi ruderi

via

VIBO VALENTIA: veduta di una Via.

Itinerario:

Passeggiata Belvedere

Salendo corso Umberto I fino alle mura greche dellacropoli di Hipponion (V-VI sec A.C.),

proseguire verso ovest seguendo il Viale delle Rimembranze fino alla spianata del Belvedere, da cui

si gode una splendida vista della costa tirrenica da Capo Palinuro allEtna.

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